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Da
più di 10 mila anni l'olivo ha trovato il suo habitat
ideale sul territorio pugliese che, grazie alla pazienza
e alle cure prestate dall'uomo, oggi è un imponente uliveto
con più di 40 milioni di alberi che producono 2/5 di
tutto l'olio della Penisola. L'olio che viene spremuto è
sempre un nettare raffinato, un olio extravergine che è
divenuto simbolo e bandiera della Puglia nel mondo tanto da
ottenere, meritatamente, dall'Unione Europea la Denominazione
di Origine Protetta (D.O.P.).
Un viaggio lungo le "Strade
dell'olio", nella patria di uno degli oli più
pregiati e antichi d'Italia, è all'insegna dell'ospitalità
in bianche masserie rupestri e frantoi d'epoca dove poter
respirare la magia di un paesaggio incontaminato, trasportati
dall'allegria del vino consumato fra amici e della storia
narrata dall'architettura. Immense distese di ulivi secolari
dai tronchi contorti, paragonabili a sculture, incorniciano
il territorio in cui sorgono queste storiche dimore. Soggiornare
qui significa vivere a stretto contatto con i cicli naturali
di produzione agraria e le tradizioni, tramandate per secoli,
legate alla lavorazione e trasformazione delle olive.
Seguendo itinerari che collegano aziende agricole che
si occupano di produzione vitivinicola ed olearia è
possibile visitarne la struttura, conoscere i luoghi
ed, eventualmente, degustare e acquistare dell'ottimo
olio spremuto anche a freddo con tecniche tramandate di generazione
in generazione. Il percorso delle "Strade dell'olio"
segue un itinerario che si snoda fra Bari e Brindisi, nella
Valle d'Itria, che permette di conoscere anche la storia
della produzione grazie ai musei allestiti in antiche masserie
del circondario Fasanese.
Scopo delle aziende agrituristiche
e frantoiane che hanno aderito a quest'iniziativa è
di offrire e illustrare ai turisti e viaggiatori, insieme
alle loro produzioni, la ricchezza di queste terre:
dall'arte al territorio, dalla gastronomia alla storia.
Una vacanza, quindi, non convenzionale,
scandita da sapori e luoghi incantati, volutamente
fuori dai circuiti del turismo di massa. Situata ai piedi
del ripido gradino collinare che interrompe bruscamente il
mosso altopiano della Murgia dei trulli, a pochi chilometri
dal litorale e dall'area archeologica di Egnazia, Fasano è
caratterizzata da un'antica tradizione olivicola.
La lavorazione dell'olio viene tramandata
di padre in figlio, tanto che uno dei frantoi più moderni
della zona offre ancora oggi prodotti raffinati trasformando
alcune varietà come la coratina, l'ogliarola e la leccina
poche ore dopo la loro raccolta effettuata a mano direttamente
dalla pianta, frangendole a freddo con molazze di granito.
Fasano è famosa anche per le innumerevoli masserie
di gusto tardo-rinascimentale e barocco disseminate sul territorio,
vere e proprie "industrie agricole e olearie",
poli intorno ai quali gravitava la vita economica e sociale
delle comunità rurali, spesso fortificate e utilizzate
come luoghi di difesa all'epoca delle scorrerie piratesche
e del brigantaggio.
In uno di questi complessi, ad appena
1 km dal centro abitato, sorge il Museo dell'olio di oliva
S.Angelo dei Graecis in cui trovano posto antiche e tradizionali
macine in pietra viva un tempo azionate dagli animali, le
macchine frangiasansa per eliminare i noccioli, i torchi di
mogano destinati ad accogliere i fiscoli per la spremitura,
le cisterne di raccolta dell'olio e tanti altri strumenti
utilizzati e che raccontano la storia della produzione dell'olio
nel tempo. La prima tappa della Strada dell'olio Dop Collina
di Brindisi, riguarda la città di Ostuni.
Poggiata su uno sperone di roccia all'estremità della
Murgia meridionale, viene definita la "città
bianca" per l'uniformità delle case tinteggiate
di calce bianca, oltre che "la Regina degli Ulivi"
per la piana che si allarga ai suoi piedi colma di ulivi secolari.
Il territorio roccioso sul quale sorge la città, dalle
evidenti caratteristiche carsiche, ha fornito un gran numero
di caverne, che oltre a fungere da luoghi di raccoglimento
per le comunità cristiane, si sono rivelate ottimi
frantoi ipogei dentro i quali ha avuto origine la storia della
produzione dell'olio nel territorio brindisino. All'interno
di questi frantoi vi lavoravano a ciclo continuo alternandosi
una decina di persone. Una volta varcate le anguste porte
di entrata i primi giorni di ottobre, gli operai ne uscivano
solo a giugno dell'anno successivo.
Ognuno aveva diverse mansioni, chi si occupava degli animali
che trainavano il timone della vasca di macinazione, chi era
addetto alla "fucagna" (antica cucina di un tempo
che restava sempre accesa), chi era impegnato nella spremitura
riempiendo e passando al torchio i fiscoli di giunco e di
cocco ricolmi di pasta oleosa, fino a quello che oggi definiremmo
il "direttore" dei lavori che sovrintendeva a tutta
la lavorazione.
Situata al centro della Valle
d'Itria in un'ampia distesa di uliveti che scende fino al
mare, Cisternino è stata definita "un
grande capolavoro architettonico senza architetti".
Una città cresciuta con tradizioni e una cultura tesa
alla genuinità dei prodotti e in particolar modo dell'olio
d'oliva, tant'è vero che l'olio prodotto in queste
zone viene definito "Lacrima" di extravergine,
la cui pregevolezza deriva da un procedimento di molitura
tipico del luogo. Le olive vengono selezionate e lavate, quindi
defoliate e molite per ricavare un delicato impasto, dal distacco
naturale delle acque di vegetazione si ricava una bassissima
percentuale di extravergine che rappresenta il "fiore",
detto appunto "lacrima", di tutto il prodotto che
viene poi fatto decantare naturalmente, travasato più
volte e quindi imbottigliato. Un altro museo che vale la pena
di citare è quello dell'olio di oliva San Vito dei
Normanni considerato il simbolo della strada dell'olio, il
tributo più profondo della comunità alla tradizione
millenaria che ruota intorno a questa attività produttiva.
In questo museo a "parlare" sono proprio gli strumenti
e gli oggetti di lavoro e di vita quotidiana, patrimonio della
nostra terra, testimonianza dei segni di quel duro ma soddisfacente
lavoro oggi eredità storica nelle mani delle future
generazioni.
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La provincia di brindisi, nel cuore della Puglia centrale è sede delle masserie più importanti in puglia, anche perchè i primi insediamenti dei monaci benedettini avvennero qui più di seicento anni fa, tutta la campagna è disseminata di olivi del tipo monumentale che hanno in media più di 500 anni, in questa terra ricca e fertile trova spazio un percorso attraverso masserie e frantoi con l'accoglienza squisita dei loro proprietari ed i paesi ed i musei dell'olio di oliva vi porteranno per mano attraverso la storia. L'itinerario risale dal mare fino alle colline delle murge attraversando luoghi dove si vedono i segni dalla preistoria agli antichi romani, dai normanni agli svevi, dal periodo bizantino al barocco:
-Egnazia
-Fasano
-Ostuni
-Carovigno
-San vito dei normanni
-San michele salentino
-Ceglie messapica
-Cisternino
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