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Sempre in campo artistico merita un
discorso a parte l'arte pre e paleocristiana molto radicata
in questa terra, tanto da poter quasi arrivare a considerare
l'intera Puglia come un unico grande sito archeologico. Ricordando
la primaria importanza che questi luoghi hanno rivestito per
la comunicazione e gli scambi commerciali col vicino oriente,
viene naturale pensare che la dominazione straniera affondi
le sue origini fin nella cultura ellenistica e romana.
La riscoperta archeologica della Puglia
si snoda non solo tra i musei, ma soprattutto alla ricerca
sul territorio delle consistenti tracce del passato. La scoperta
di rovine di intere città ha infatti fornito indicazioni
per la ricostruzione dello stile di vita degli antichi abitatori
di queste zone: i corredi funerari, i vasi, le monete, le
statue, i monili e gli svariati oggetti di uso quotidiano
rinvenuti durante le campagne di scavo raccontano la storia
dei popoli considerati i pilastri della civiltà moderna.
La città di Egnazia ne
è un esempio; qui è possibile ammirare i resti
della civiltà messapica che ha lasciato tante strane
testimonianze. E' uno dei centri archeologici più interessanti
della Puglia, le rovine sono semisepolte nell'acqua: le tombe
rettangolari, piene di incrostazioni marine, sono scavate
nelle rocce. EGNATHIA fu una città messapica
e poi romana fiorente per i suoi traffici e per la sua produzione
di ceramiche. Ancora oggi, attorno all'ACROPOLI, circondata
da mura, notiamo i resti dei pavimenti, dei portici, dei templi,
del FORO, i ruderi di un ANFITEATRO e di una BASILICA a tre
navate divisa da colonne di cui restano le basi, le pietre
dell'antica via TRAIANA con i solchi delle ruote, e poi cisterne,
pozzi, tombe, tratti di mura ciclopiche che si spingono fin
presso il mare dove rimangono alcuni resti del porto.
Probabilmente un evento bellico nel
corso della ventennale guerra greco-gotica (V secolo d.C.)
investì la città. In ogni caso è in quell'epoca
che la città decadde per non riprendersi mai più.
La vita oggi è rappresentata dalla ricerca archeologica,
dai visitatori che possono ammirare il Parco Archeologico
e, oltrepassando un tipico muretto a secco pugliese, visitare
il moderno Museo Nazionale e l'annessa necropoli messapica
dove, fra altri reperti, si può ammirare il notevole
mosaico delle Tre Grazie, unico documento musivo figurato
finora conosciuto ad Egnazia (il soggetto del mosaico è
mitologico ed era ampiamente diffuso nelle arti figurative
di età romana).
Nella città di Ostuni, all'interno dell'ex convento
delle Monacelle, ha sede il Museo di Storia delle Civiltà
Preclassiche della Murgia meridionale che raccoglie una
serie di reperti inerenti le indagini stratigrafiche condotte
sul territorio alla ricerca di tracce di civiltà preclassiche
oltre ai resti di una donna in avanzato stato di gravidanza
che per la sua età, circa 20.000 anni, è considerata
la madre più vecchia del mondo. La città di
Taranto, oltre a preservare gli ultimi resti dell'edilizia
magno-greca quali l'anfiteatro, un tempio dorico, parte
di un acquedotto e le terme, è sede del Museo Archeologico
Nazionale. Qui sono conservati reperti, provenienti da
corredi funerari, famosi soprattutto per la squisitezza della
lavorazione a filigrana dei metalli preziosi.
Ma la scoperta del passato di questa terra non è legata
unicamente alle civiltà greca e romana. Infatti, la
caduta del Sacro Romano Impero portò un periodo di
grande confusione storica che sfociò nel Medioevo e
costrinse alla fuga dal vicino oriente molti monaci bizantini
che qui si rifugiarono, vivendo in semiclandestinità
al riparo delle gravine. Le gravine sono una sorta di frattura
e, dovute a fenomeni sismici, scavate dal vento e dai fiumi
sotterranei che incidono profondamente il territorio pugliese,
furono luoghi ideali per la nascita e l'insediamento di queste
comunità.
La riscoperta di questi luoghi è un viaggio segnato
da colori, graffiti ed incisioni tipici dell'iconografia cristiano-ortodossa
che testimoniano il fervore cristiano dei loro abitatori.
Nel comprensorio di Fasano, più
precisamente a Lama d'Antico, resiste tuttora una chiesa
a pianta greca sovrastata da più cupole in cui è
possibile ammirare un affresco raffigurante Cristo tra la
Vergine Maria e S. Giovanni Battista risalente all'incirca
al XII secolo. A Massafra, nella gravina di S. Marco,
si trova un altro imponente insediamento rupestre. Anche qui
è molto forte l'influenza delle comunità cristiane
che vi si insediarono. E' possibile ammirare il Cristo Pantocrate
custodito nella cripta di S. Marina, così come altri
esempi della ricchezza decorativa di questo particolare tipo
di affreschi sono visibili nelle cripte dette della Madonna
della Candelora e di S. Maria della Buona Nuova. E' opportuno
ricordare ancora una volta che questi luoghi non erano solo
sede del culto divino, ma erano strutturati come vere e proprie
comunità.
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